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C’era una volta, in un tempo lontano che sembra lontanissimo ma è solo una trentina di anni fa, la libreria, anzi la Libreria, con la maiuscola….

No, non mi sono messo a raccontare favole, ma il salto epocale avvenuto nel campo della diffusione libraria forse lo abbiamo dimenticato e il suo applicarsi ad alcune realtà di oggi è di molto educativo.
C’erano una volta le librerie. Quelle di paese, quelle di città, quelle che erano sempre un po’ tetre, sicuramente un poco buie e tutte, invariabilmente, con quell’odore di carta pregiata, inchiostro, colla da rilegatura e plastica di copertina che si poteva tradurre con scuola, lettura, impegno.

Il libraio non era un commerciante, era più un intellettuale prestato al negozio: ai libri che vendeva aveva dato sicuramente una scorsa, alcuni li aveva letti da capo a piedi, molti li aveva anche recensiti; parliamo di 7 /8 mila titoli, una preparazione immane che faceva sì che il libraio fosse colui che poteva consigliarti, convincerti e migliorarti.

Ve lo ricordate, sì? Non parlo di cento anni fa, ancora sul finire dei ruggenti ’80 funzionava così.

Il libraio, investito e fiero di questo sacro fuoco che sposava cultura e commercio, non poteva pensare che le cose sarebbero mai andate diversamente: leggere, informarsi, un occhio ai premi letterari, un occhio ai cafè culturali, un occhio alle riviste di settore e la tua libreria diventava il fulcro del paese.
Finchè un giorno…….
Finchè un giorno qualcuno ha avuto l’idea di stampare distribuire e vendere libri a 1000 lire
Finchè un giorno Feltrinelli, Mondadori e compagnia bella hanno affiancato al produrre libri l’aprire negozi di libri..
Finchè un giorno la grande distribuzione ha verificato che poteva vendere libri con l’IVA agevolata, abbattendo il costo di copertina e raggiungendo il cliente tra un prosciutto ed un deodorante
Finchè un giorno gli stessi Feltrinelli e Mondadori di cui sopra hanno pensato che sarebbe stato simpatico avere punti vendita di dimensioni monstre, a tre, quattro, sei piani e venderci caffè, bibite, biscotti, pranzi e cene, matite, block-notes, deodoranti d’ambiente.
Finchè un giorno a scriver libri si sono messi i personaggi pubblici e televisivi, per cui non era più importante sapere cosa c’era scritto nel libro, ma solo sapere chi era il personaggio con il nome e la foto in copertina.
Finchè un giorno qualcuno ha inventato un libro fatto di silicio e cristalli liquidi, che nello spazio di un tascabile porta con sé anche 45 titoli.
Finchè un giorno è stato l’ultimo giorno di lavoro e per il libraio questa favola è diventata una tragedia greca: passato, finito, chiuso!
In una ventina scarsa di anni un lavoro storico e apparentemente inamovibile come il libraio scompare.
E questo, con la formazione, che c’entra?
Forse poco, secondo me moltissimo: evidenzia il rischio che si corre fossilizzandosi su una posizione, rifiutando l’evoluzione perché “è sempre stato così” ritenendo l’aggiornarsi un movimento inutile.
Tra i settori che frequento sotto il profilo formativo quello dell’agente di assicurazione è quello che più di tutti soffre della “sindrome del libraio”
Vendere assicurazioni “si è sempre fatto così” e comunque, di fronte ai cambiamenti di mercato, l’importante resta abbassare il prezzo e contattare parenti e amici, perché gli amici comprano dagli amici.
Il mondo assicurativo sta evolvendo alla velocità della luce e gli agenti sono fermi a approcci commerciali e organizzazioni della rete di vendita usciti pari pari dai sacri testi della vendita del 1950.
Intanto il dato IVASS in relazione al Registro degli Intermediari mi dice che in 10 anni hanno chiuso 4200 agenzie, di cui 1200 solo nel 2017 ed il dato atteso per il 2018 rischia di essere ancor più catastrofale.
Il mercato cresce, le polizze sono anticiclicamente in incremento come distribuzione, ma gli intermediari scendono, non ci dice nulla questo ?
Chi resterà ?
Non credo che siano coloro che vendono il prezzo basso a parenti e amici, ma forse coloro che sono più preparati a cogliere e ad adattarsi ai mutamenti del mercato.
Gli altri ? potranno sempre fare i librai…….

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