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Tranquilli, non voglio sedermi al pianoforte e strimpellare finchè voi non mi diciate “suonala ancora Sam” (che tra l’altro mi chiamo Maurizio, ma fa lo stesso)

No, voglio proprio dedicare il mio commento della settimana al passare del tempo, ed al passare del tempo tipico dei commerciali e dei venditori.

Lo spunto mi è venuto leggendo un bellissimo post di Francesco Gavello, consulente web  ed esperto di web marketing molto affermato.

Nel suo post intitolato “Buon compleanno (+33 piccoli mantra)” ho trovato spunti interessanti, saggezze minuscole ma sempre valide e soprattutto una grande attenzione al tempo. Il tempo che è il vero valore di chiunque lavori e quindi, ancora di più, di chi lavori in autonomia e con l’interazione di altri, del tempo di altri (cioè dei nostri clienti).

Non è mia intenzione ritornare sulla gestione del tempo e dei contatti durante il lavoro, lo abbiamo già visto nelle pillole formative del mese ma ancora una volta trovo, quale argomento diffuso di discussione sul web, il concetto di tempo, anzi di tempo libero.

Francesco, condividendo con noi i suoi mantra, evidenzia tra le righe in molti e molti dei suoi punti come riappropriarsi del tempo sia una pratica valida, funzionale e soprattutto finalizzata a risultati migliori, più bilanciati tra realizzazione lavorativa e realizzazione personale.

Insomma, non vince chi lavora di più, non vende di più chi attacca con il telefono alle otto del mattino e smette con l’ultima mail delle 21 . E non è detto nemmeno che sia colui che, alla fine,  guadagna di più.

[Tweet “non vince chi lavora di più”]

E’ un istinto naturale prima che un’esigenza, anzi a volte penso, incontrando molti commerciali, che sia un po’ un abito, un marchio di fabbrica, una cosa che al venditore non possa mancare, come l’agenda elettronica negli anni 90, la lampada abbronzante negli anni 2000 ed il nodo alla cravatta big size nei primi anni del nuovo millennio: vendo quindi sono oberato di impegni.

In effetti è molto soddisfacente al bar lasciarsi andare un secondo mentre beviamo un veloce caffè con un amico/collega/cliente e dire “ahhhhhh non mi parlare guarda, da stamattina ad adesso ho 120 mail a cui rispondere, 35 telefonate inevase e non ti dico che devo ancora incontrare quel cliente importante a 80 chilometri da qui poi tornare in centro per un report..” Cosa vogliamo fare? indicare al mio interlocutore “lavoro tanto = sono importante”. Insomma il primo must per il venditore è muoversi in affanno e sempre un pizzico in ritardo sulle cose da fare.

Ma è proprio necessario?

Davvero, dai, fatevi e facciamoci un bell’esame di coscienza e chiediamoci “ma poi è proprio così oppure un po’ fingo, un po’ me la cerco e un po’ non mi sento a posto se non arrivo a casa proprio stravolto??” 

Non lo so, credo che per ognuno di noi possa essere diverso, ma posso dirvi cosa ho potuto verificare incontrando molti e molti commerciali per lavoro, per divertimento, per amicizia: il tempo può essere usato meglio.

E per meglio intendo facendo meno cose, facendole meglio e ricordando che il tempo è una vera e propria ricchezza e devo stare bene attendo a come la spendo e a come la investo.

Allora diciamolo chiaro una volta per tutte: non è necessario lavorare 15 o 16 ore al giorno per sentirsi professionisti affermati; può capitare, chi dice di no! Una scadenza pressante, un intoppo che ci ha rallentato nello sviluppo di un progetto, un improvvisa modifica che ci costringe a rivedere tutto prima di domani, ma non può essere la norma.

Allora, nel mare magnum dei metodi e dei consigli ci infilo dentro anche i miei, vediamo se ci possono essere utili.

  • Fissa degli obiettivi.

Ancora una volta torno al nostro TMbO : diamoci degli obiettivi, ambiziosi ma ragionevoli, vincenti ma funzionali alla mia vita ed al mio sviluppo ed atteniamoci. Abbiamo fissato come obiettivo sei visite giornaliere? Le ho fatte, e le ho fatte bene, con professionalità? Allora ho finito, il mio compito di oggi è assolto. Non importa se sono solo le cinque del pomeriggio, potete smettere di lavorare senza sentirvi in colpa.

  • Riscopri la pianificazione.

Se devi passare la prima ora della tua giornata a capire cosa fare nel resto del tempo allora ti preannuncio che hai un problema grave, che si chiama mancanza di pianificazione. Quando la tua giornata lavorativa volge al termine utilizza gli ultimi venti minuti per pianificare la giornata successiva: prepara una “to-do-list” , usa un foglio di carta, il blocco note del telefonino, uno dei mille tools presenti sul PC e sullo smartphone (io ad esempio uso google keep, comodo da PC e da smartphone) il retro di uno scontrino o un pezzo di carta igienica, ma preparati una lista delle cose da fare domani. Ti stupirebbe sapere quante persone incontro nei nostri corsi che utilizzano male o per nulla la propria agenda; ma se non ho chiaro cosa devo fare domani, come posso usare al meglio il mio tempo ?

  • Metti in prospettiva

Ricordi cosa è la matrice di Covey?  Le nostre azioni, i nostri impegni, si dividono in urgenti o non urgenti, importanti o non importanti, dando luogo ad una matrice con quattro quadranti dove compaiono le diciture “urgente e importante” “urgente e non importante” “non urgente e importante” “non urgente e non importante”. Ecco, usare questa matrice e imparare a dividere tutti gli impegni della giornata di domani in questa matrice è la base per riappropriarsi del nostro tempo. Le cose non importanti e non urgenti semplicemente NON DEVONO ESSERE FATTE!!! Sta a voi capire quali siano, mettere in prospettiva i vostri eventi. Le cose importanti e urgenti devono essere fatte subito, come prima cosa, la mattina presto, prima del giornale, prima del caffè perchè stanno occupando una grossa fetta del nostro carico mentale impedendoci di liberare energie per affrontare al meglio il lavoro produttivo che ci aspetta. Le cose importanti e non urgenti sono la base della mia pianificazione: impariamo a individuarle, gestirle, pianificarle. E le cose urgenti ma non importanti? Secondo me sono le grane ed i casini che gli altri tentano di scaricarvi sulla schiena, se potete evitateli, se riuscite delegateli, altrimenti risolvete nel minor tempo possibile. Fatto tutto? Vi accorgete di quanto tempo avanza ancora???

  • Impara a dire cortesemente “NO” .

Il nostro tempo se ne va anche per la nostra incapacità di opporre un cortese ma netto rifiuto alle persone che ci chiedono qualcosa improvvisamente (qualcosa che sta nel quadrante di Covey “urgente ma non importante”).  Ho imparato in anni e anni di libera professione che la frase più pericolosa in assoluto è “puoi farmi…(mettere una azione a caso) tanto per te ci vuole un minuto, che sei così bravo”. Ecco l’interlocutore solletica il nostro ego, fa riferimento ad una nostra capacità che lui non ha e ci incastra in una richiesta senza possibilità di uscita. Il buffo è che spesso non solo non ci vuole un minuto, ma oltre amolto tempo ci vorrebbe anche una giusta e tangibile parcella, invece no, fammi un favore, tu sei bravo, ci vuole un minuto dai fai tu che lo sai fare e noi… ZACC fregati, il nostro tempo è finito nel cesso. Un mio conoscente qualche tempo mi disse “puoi spiegare ai miei ragazzi giù in negozio qualcosa sulla comunicazione e sulla vendita? sai quelle cose che fai tu che sei tanto bravo, dai, tanto ci va una mezz’oretta poi ci mangiamo una cosa assieme”. Ora, se l’italiano non mi frega questa persona mi stava chiedendo una giornata di formazione GRATISSSS (al costo di un tramezzino, scusate) perchè tanto io lo so fare e in un attimo avrei risolto. Impariamo a dire no, con cortese fermezza e un sorriso. Io ho maturato una tecnica che finora mi ha dato risultati eccelsi: alla fine della richiesta sorrido, conto mentalmente fino a sette e, sempre sorridendo dico “mi piacerebbe molto, purtroppo non posso assolutamente” e lì mi fermo, senza giustificazioni, senza scuse, senza dire poi vediamo magari la settimana prossima. E’ il vostro tempo: deve essere pianificato e investito, non regalato.

[Tweet “E’ il vostro tempo: deve essere pianificato e investito, non regalato.”]

Bene , queste le mie modalità ed i mie spunti.

Il consiglio però è uno solo: lavorare meglio significa lavorare meno tempo e lavorare meno tempo significa lavorare meglio; non fatevi convincere da chi vuole farvi sentire in colpa perchè alle cinque del pomeriggio potete andare a casa e godervi la famiglia, gli amici o la playstation, prima della quantità conta la qualità!

#startsfromyou




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