Diventare un libero professionista: dal posto fisso alla partita IVA.

Di Alessandro Sorrentini

Sempre più spesso capita di leggere e ascoltare di persone che vogliono cambiare la propria vita, almeno quella lavorativa.

Uno dei motivi che portano a questo desiderio di cambiamento è l’insoddisfazione del proprio lavoro a tempo indeterminato. 

Altro motivo è all’opposto la situazione di incertezza, leggi preoccupata insicurezza, che deriva dalla situazione precaria del mondo del lavoro dipendente tra cassa integrazione, chiusure improvvise, tagli del personale.

Una possibile svolta è quella di mettersi in proprio e diventare libero professionista. 

Trasformare il proprio saper fare e la tanta esperienza, non più per un solo datore di lavoro, ma per clienti che acquistano queste competenze che si offrono.

Singola prestazione oppure una collaborazione più o meno continua ma il tutto per diverse aziende.

Il modo è raccontato da molti: aprire la partita iva, quale regime fiscale adottare probabilmente anche le motivazioni che portano a questo grandissimo, e anche ansioso, passo.

Io vorrei focalizzarmi su quello che cambia dopo aver fatto il passo iniziale di apertura della Partita Iva.

Non ci sono più orari da rispettare, capi a cui rispondere, urgenze dell’ultimo minuto, compiti da svolgere, obblighi da rispettare, mansioni, pause caffè, pranzi davanti al monitor o al bar con i colleghi tra battute e mugugni, pettegolezzi e brindisi di compleanno o cene di kick off sotto Natale.

Cambia tutto e si deve cambiare anche presto e bene perché si è soli, si risponde professionalmente a se stessi e si è responsabili totalmente del proprio fare e non è un cambiamento banale né immediato.

La solitudine

La prima cosa da costruire e consolidare è accettare la solitudine. Si è soli, liberi di decidere ma in solitudine. 

Per molti è un vero trauma, per quasi tutti è un momento di grande paura. Essere soli e agire per sé: poi ci si abitua a farlo ma all’inizio è una cosa che spaventa.

La consapevolezza

Il secondo elemento su cui concentrarsi è la consapevolezza. Dove si sta, cosa si deve fare, come farlo e come misurarsi. Quali sono le aree di forza e dove lavorare per migliorare le proprie competenze. Perché adesso nessuno ci dice se facciamo bene. 

Mentre nella precedente vita lavorativa più o meno si lavorava nella propria comfort zone adesso di comfort non si parla più. 

Si è in grado di fare quello che si offre o no? 

I clienti vogliono quello che si offre o altro o lo vogliono in un altro  modo? La consapevolezza di sé è parte essenziale in questo perché ci deve sostenere nell’autostima: so fare questo e lo so fare bene e quindi diventa un elemento su cui poggiarsi nella difficoltà. Ma la consapevolezza ci deve spingere e guidare in quella formazione continua che serve ad aggiornarsi, a imparare cose nuove, ad emanciparsi da routine vecchie, a superare il “si è sempre fatto così.

Comunicare

Il terzo elemento da implementare velocemente è la comunicazione ed il comunicare. 

Perché non si è più in una comunità organizzata da mansioni scritte ed obblighi morali o ipocrisie. Non ci sono più sottointesi o non detti, si è idealmente ospiti, arbitri e regolatori di aziende, persone e situazioni che erano estranee e che torneranno ad esserle dopo che si sarà conclusa l’attività professionale. 

E’ forse il passo più complesso perché deve cambiare la mentalità e in modo sostanziale. Ottimi rapporti, sempre positivi e sorridenti, ascoltare tutto e tutti, domandare e rispondere, portare costruzione e soluzioni in modo il più possibile sereno, smussare le asprezze che ci si trova di fronte.  

Nello stesso tempo risoluti e diretti, determinati nel perseguire gli obiettivi senza tener conto delle resistenze al cambiamento di chi spesso anche empaticamente ci si trova di fronte. 

Lasciare la mentalità di lavoro dipendente ed essere buoni professionisti. 

Per me è stato lo step iniziale più controverso e sofferto ma si impara facilmente ed il cambiamento rende più sereni ed aperti.

 
La routine

Altro aspetto da implementare subito come libero professionista è darsi delle routine che non sconfinino nelle insicurezze e nelle fissazioni. 

Se non ci sono più orari imposti dal datore di lavoro non vuol dire che ci si trova nella anarchia in balia del momento e degli stati d’animo. 

Anzi è il contrario perché bisogna costruirsi un percorso e lo si fa passo dopo passo, lentamente ma inesorabilmente. 

La routine quotidiana deve essere composta da tasks costanti, con un rispetto degli orari che aiuta a completare una giornata di lavoro fatta di molte attività.

Costruire il proprio network relazionale, sviluppare marketing per acquisire clienti, presenza social essenziale per farsi conoscere nel mondo, sviluppo di nuove competenze, capire le nuove tendenze professionali e della società necessarie al confronto con i clienti, integrare tutto questo poi mentre si erogano le proprie attività. 

Il tempo è ancora più stretto oppure si allunga e magari si incrocia con le necessità della famiglia ed è necessario in questa routine dedicarsi del tempo al proprio benessere.

Lo stipendio

Un altro aspetto importante è ricordarsi che non esiste più l’accredito dello stipendio al dieci del mese: capire come gestire la fatturazione, sollecitare i pagamenti, accantonare per le varie scadenze. 

Aspetti non banali che rispetto al lavoro dipendente cambiano totalmente e che necessitano di comportamenti nuovi.

Tanti aspetti da iniziare a mettere a sistema subito dopo aver ricevuto dal commercialista il numero della partita iva. 

Si integrano tutti ed hanno tutti lo stesso peso specifico: se si trascura un singolo aspetto l’essere un libero professionista diventa una montagna da scalare, il rischio di vivere male la prima fase di questo passaggio diventa probabilità alta e le incertezze, naturali sacrosante e prudenziali, diventano ansie e cupezza.

In compenso quando il passaggio avviene in modo quasi naturale, tutti gli elementi analizzati, la crescita ed il proprio sviluppo è sano e costante allora diventare imprenditore di sé stesso è appagante, rende consapevolmente liberi, da una serenità profonda e reale e regala tante soddisfazioni.  

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